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1 (1760) (1760)
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EIDE

a tenacuoi Ino crebdAlb.di Ro-qual'ombellicos

LIBRO PRIMO.Qui di porre avea gia disegno, e cura(Se tale era il suo fato) il maggior seggio,E lo scettro anco universal del mondo.Ma gia contezza avea, ch'era di TrojaPer uscire una gente; onde vedrebbeLe sue torri superbe a terra sparse,E de la sua ruina alzarsi intanto,Tanto avanzar d'orgoglio, e di potenza,Che ancor de l'univerſo imperio avrebbe,Tal de le Parche la volubil ruotaGirar saldo decreto. Ella, che temaAvea di ciò, non posto anco in oblìoCome a difesa de' suoi cari argiviFosse a Troja acerbissima guerriera:Ripetendone i semi, e le cagioni;Se ne ſentia nel cor profondamenteOr di Pari il giudizio, or l'arroganzaD'Antigone, il concubito d'Elettra,Lo ſcorno d'Ebe, alfin di GanimedeE la rapina, e i non dovuti onori.Da tante, oltre al timor, faville accesa,Quei pochi afflitti, e miseri trojaniCh'avanzaro a gl' incendj, a le ruine,Al mare, a i greci, al dispietato Achille,A ij