DEGLI SCULTORI.Mori molt'anni dopo Carlo, e vive Jacopo, che se-guita tuttavia ad attendere con tutto il genio allo stesso me-stiere parendo inseparabile dalla famiglia. Poichè avendoavuto egli pure un figlio, e postogli nome Carlo, vel hafatto ancor lui applicare, ed al presente in varj luoghi v'ap-plica con ogni attenzione, e decoro. E particolarmentenel raro a' nostri dì ornamento della Fontana di trevi, incui Niccola Salvi, che n'è architetto ha mostrato agli inten-denti del buono, e venerando antico gusto, che non è inRoma ancor morto, e si spera, che sarà un di quelli, chelo farà vivere, e risplendere col primiero chiaro lume, e vi-gore. Ned è restato di mostrar sua maestria neppur Jacoposuddetto nella nominata fontana di S. Pietro a Montorio,nella cappella di S. Giuseppe alla scala, nella fontana diPiazzanavona lasciata impersetta dal padre, in un sepolcroa S. Bibbiana, in altro nella chiesa di Gallese, nel giardinode' fiori a Villapinciana, ed in molte fontane con rabeschi,ed intagli di diversi fini marmi, che sono state spedite inIspagna. Ed essendosi accasato l'anzidetto Carlo suo figlioha fecondissima prole, e non mancherà di dare alle nostrebelle arti abili seguaci, e di rinnovare coll'imitazione, ecoll'esempio ne' posteri la memoria, ed il valore de' geni-tori, degli avoli, e de' bisavoli.DI GIUSEPPE MAZZUOLIUANTI marmi si rimarrebbero mutoli, e so-litarj nelle materne cave, se la provvidenzadegli scultori svellendoveli non li portassead ubbidire a ferro creatore per dar lor vi-ta, e favella. E quanti ne vivono, e favel-lano in diverse cittadi d'Italia mercè dellemaestrevoli fatiche del nostro Giuseppe, le quali daranno ame pure, che ho impreso a scriverne, larga materia di favel-lare
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