290E non vedendo esser venuto alcunoà figlio dimaneDisse al figliuolo;E tosto inuita ogni parente nostro,Che ci seruino in ciò de l'opra loroPer la mattina del seguente giorno.Gli augelli allhor l'ordine udito hauendoTutti tremanti nel ritorno ſuoA la madre ne dier subito auiso.Et ella inteso tutto à punto il fattoNon ui prendete (dice) alcun pensiereChe ui dia noia; s'altro non vdite,Che d'aspettar, che vengano i parentiA volersi dar noia in questa cura.E l'altro giorno à trouar pasto andandoDi nouo gli ammonì che intentamenteNotasser cio, che seguitar deueaCosi quel giorno non comparse alcuno:Onde il padron de la matura biadaGiunto uerſo la ſera in quella parteDisse al figliuol: poi che nessun si moueO de gli amici, ò de' parenti nostriA prestarci lor opra in tal bisogno;Fà che tosto diman, figlio per tempoQui due messore porti, onde ambidueNoi farem cotal opra ad agio nostroNe ad alcun altro hauremo obligo alcuno.Ilche ſentito i pargoletti figliConsapeuole poi ne fer la madre,
Che