283DEL VESPERTIGLIO, ET DELLA DONNOLA.DRA caduto il Vespertiglio à terraVccel, che per natura odia la luce,E senza piume sol di notte uola,Onde di uespertiglio il nome prese,Benche Nottola anchora il uolgo il chiami.Che sol de la Ciuetta è proprio nome.Questi dunque giacendo in terra stesoFu preso da la Donnola rapace,Che uolea diuorarlo allhora allhora,Sotto pretesto di ragione alcuna,Che la mouesse giustamente à questo.Et mentre ei la pregaua humilmenteChe de la uita gli facesse dono,Ella rispose di non poter farloSenza gran fallo, essendo egli nimicoDi tutti gli altri augei, che intorno uanno,De quali essa ministra era e soldato.Allhora il Vespertiglio le risposeCh'augel non era; & ciò prouaua à i ſegniDel proprio corpo senza piume tutto,E che del pel del Topo era uestito,Con cui conformità per specie hauea.Vdita tal ragion fu astretta allhoraLa Donnola à lasciarlo irsene in pace.Ma sendo un'altra uolta à caso incorsoNel pericolo stesso in man d'un altraDonnola, che mangiarselo uolea;
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