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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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266DEL TAGLIALEGNA, E MERCVRIO.AGLIAVA legna vn Contadino unSopra la riua d'un corrente fiume;E la scure per caso à lui di manoVſcita andò di quello inſino al fondo:Onde il meschin piangea dirottamenteLa sua disgratia, ch'à pietà mosseMercurio, che cortese entrò in pensieroDi uoler aiutarlo all'hor allhora:e peſcando nel fondo à l'aria traſſeVn'altra ſcure, ch'era d'oro tutta;Domandando à colui s'era la sua.Il leal Contadin rispose il uero,Che sua non era: onde Mercurio tostoFinſe di nouo di cercar la ſua,E ne traſſe una fuor di fino argento,Domandandogli anchor s'era pur quella,Ch'egli perduta hauea; & ei negandoSubito il uero, come prima disse.Finalmente la ſua Mercurio traſſeDe l'onda fuor, ch'era di ferro uile:E'l Contadino allhor tutto gioiosoAffermò, ch'era sua quella di ferro,E la preſe da lui con lieto uiſoRendendogli con dir pien di bontadeImmenſe gratie di cotal fauore.Ma conosciuto il buon Mercurio à pienoLa