De la tranquillità de l'altra uitaQual si voglia, che sia per esser poi,Poi che nulla di noi perder ſi puote,Che non viui nel sen de la NaturaCome à Dio piace; al cui uoler con unoDee star contento, e far legge a se stessoDe la ragion, che dal suo santo sennoCon dotto mezzo à noi discende e pioue.Che chi tal uiue e more, eterno uiueDopo la morte de l'humana uita;E muor uiuendo dolcemente in Dio,Con cui s'uniſce con mirabil modo,Quando lascia la terra, e un Dio si rendeSe viuer lieto eternamente vuoiNon temer quel, che tu fuggir non puoi.
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