Alcun di lor del destinato scetro.Dunque vbidillo il Coruo, e sparse intornoTosto di ciò l'ingannatrice fama,Tal che di giorno in giorno andaua à quelloAlcun de gli animai da quel confinoCome inteso l'hauea tardi ò per tempoPer uisitarlo: ma quando à lui pressoSe lo uedea il Leon, che'l mezo mortoFingea, l'unghiaua con le zampe adunche,E lo sbranaua, e ne'l rendea suo pasto.Cosi piu giorni fece insin che uenneL'astuta Volpe, che da un poco sangue,Che uedea presso à lui, sospetto prese,E più oltre passar non uolſe primaChe'l salutasse, e da la sua rispostaMeglio congietturar potesse il fatto:e tosto accorta à ſalutarlo preſeLontana un poco per mostrar gran dogliaDel ſuo languire ſospirando alquanto;E à dirle del suo stato lo pregaua.Le rispose il Leon con uoce graue,E ch'à pena parea che suono avesse;E l'inuitaua ad accostarsi à lui,Che meglio intenderia de la sua sorte,Senza dargli fatica in parlar forte.Rispose ella: Signor mi doglio assaiDe le uostre sciagure, & lo sà Dio:Ma di uenir piu auanti hò gran sospetto,
Ve-
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