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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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411DELLA RONDINE, E GLI ALTRI VCCELLI.ON era anchora il Lin uenuto in usoDi seminarsi, quando un fu, che primeRaccolse il seme in uarie parti fuso:E uolſe dar principio (à quel ch'io ſtimoDi far lo stame, onde trahesse poiMille miſtier, ch'in uerſo io non i'primo,Et ſi come Natura i parti ſuoiSparge quà e doue le piace à sorteChe tutti in ogni loco hauer li puoi:A romper cominciò la dura e forteTerra col rastro in largo campo, e'l semeVi sparse ad altri uita, ad altri morte.La Rondinella, che presaga temeQuell'ipra noua, e la uirtute intendeDel Lino, ogni altro augel conuoca insieme:E lor mostra il periglio, che s'attendeDa quella pianta, e perſuader uuoleA prohibirne il mal, ch'essa comprende:E dice, che quel seme, onde si duole,Deurebbe trarsi pria, che n'esca l'herba:Ma perde indarno il tempo e le parole.Ecco il Lin nasce, & ella, che pur serbaNel cor del suo presagio il gran timore,Disse di nouo con rampogna acerba.Ecco il Lin nato à me d'alto doloreFiera cagion: dunque ſuelliamlo almeno,Perche d'ogni periglio usciate fuore.Ella