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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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DEL LVPO ET L'AGNELLO.A capo à un fiumicel beueua il Lupo,E l'Agnello da lui poco lontanoVide inchinato far ſimil effetto:E come quel, che di natura e rio,Ne hauea cagion, e pur uolea trouarlaDi uenir ſeco à lite, e fargli offeſa,Cominciò tosto con parlar alteroDirgli, che mal faceua, e da inſolenteA turbar l'acque col ſuo bere à lui,Ch'era persona di gran pregio e stima,Esso uil animal di uita indegno.Se n'escusaua il mansueto AgnelloCon uoce humile e con tremante coreDicendo, Che ſendo ei di ſotto à luiA la ſeconda del corrente humoreNon potea torbidar l'acque di sopra,Che dal fonte venian limpide e pure.E non ſapendo che riſponder l'empioContra la forza e la ragion del uero,Soggiunse irato con altera uoce,Ch'era sfacciato e di follia ripieno,A dar risposta à sue saggie parole;Ch'ad ogni modo ei non uolea ſcoſtarſiDa la natura de' parenti ſuoi,Che gli hauean fatto mille e mille offese:E che gran uoglia hauea di far che à lui

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