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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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Ne creder che colui, ch'era suo figlio,Lei madre uincer di saper poteße;Che d'anni e meſi l'auanzaua aſſai,Nulla stimaua il suo consiglio sano:Ma riputando ſue parole uane,E stimando accortezza il proprio humoreTanto gonfioſſi, che crepar conuenne.si spesso interuiene al uecchio insanoC.Di mente, che dal tempo misurandoIl senno, sprezza del giouine sag gioIl buon consiglio di ragion matura:E seguitando il suo pazzo discorsoSi mette à far con cor superbo e uanoQuel, ch'à ragion tentar non può, ne deue.Dunque ascolti ciascun l'altrui consiglioBenignamente; e non ſi ſdegni alcuno,Per esser padre ad altri, ò maggior d'anniIn altra guisa, al giouine dar fede,Che con ragione la ſua lingua moua;Che non stà con l'età sempre il sapere:Ne sempre è giouentù mendace e uana.Non gli anni, ma il saper pesa e misura.

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