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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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120DELLA RANA, ET SVO FIGLIVOLO.IDE la Rana il Bue uicino al fossoIto per bere, e grande inuidia preſeDi sua grandezza; & tosto entrò in desioDi farsi eguale di statura à lui.& credendo poter giunger à questoSe forte si gonfiaua il picciol ventre,Subito cominciò gonfiarsi tanto,Che'l suo figliuol, che la miraua in questo,De la ſua morte aſſai temendo, diſſe:Deh cessa madre, da la folle impresa,Che ſe piu ſegui torneratti in dannoE de l'onore, e de la uita insieme.A che, se uolse e la Natura e DioFarti una Rana; vuoi tentar indarnoDi farti vn Bue? ch'à te impoſſibil fia:Et conuerrai crepar pria che tu giungaDi quella forma à la centesma parte.Però giu pon l'inuidia; che non pateInuidia quel, che di gran lunga auanzaOrdinario ualor di ſorte eguale.E cedendo al uoler de la naturaViui de la tua ſorte ogn'hor contenta:Ne tentar con pericol manifestoDe le tue forze l'impoſſibil opra.Ella, che non uolea per modo alcunoFolle patir d'esser minor del Bue,

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