52Col fiato quel, che gli parea di freddo,Stupido pur che fredda à lui pareßeQuella pur troppo allhor calda viuanda,Lo ricercò de la cagione anchora.Et ei rispose, ch'egli hauea dal fiatoValor di raffreddar quel caldo cibo,Ch'era nociuo al lor bramoso gusto.Allhor colui da merauiglia preſo,E da vn ſuo certo à lui ſano rispettoIn cotal modo à l'uom sdegnoſo diße.Frate dapoi, che da tua bocca io veggioIl caldo, e'l freddo vſcir con egual modo,Non vo' piu consentir d'esserti amico,E dal tuo conuersar tosto mi toglio.Da questo ógn'huom, ch'è sauio, esempio prendaA fuggir l'amicizia di coloro,Che di cor doppio, e di sermon bilingueSoglion mostrarsi a chi seco conuersa:Che, essendo di natura empi e maluagi,Sono vuoti d'amor, di fede scarſi,Ne conto fannò de l'amore altrui,Ma sprezzáno egualmente il buono e'l rio:Et à l'occasion ſembrano amiciPer trar talhor d'altrui profitto alcunoE poi ne lascian la memoria al uento;E ne rendono in cambio ingiuria e biaſmoQuando del lor bisogno alfin son giunti.Prezza colui, che sempre amor ti mostra..)
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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