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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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DELL'AQVILA E'L GVFFO.S'VNIRON già d'alta amistade insiemeL'Aquila e'l Guffo: e si giuraron fedeSDi non mai farsi in alcun modo oltraggio:E tra i piu forti inuiolabil patti,Che d'osseruarsi il Guffo proponesse,Con supplicheuol prego aggiunse questo,Ch'à l'Aquila piaceße hauer riguardoA i figli ſuoi ſe gl'incontraſſe à ſorte:Onde perch'ella non prendesse erroreLe diede il ſegno di conoſcer quelliFra l'altre specie de i diuerſi augelli.Il segno fu, che quei, che di vaghezza,Di leg giadria, di gratia, e dibeltadeVedesse di gran lunga auanzar gli altri,Quelli esser di lui figli ella credesse.Quindi l'Aquila vn giorno andando à spasso1 3Per l'ampio ſpatio d'una ombroſa ualleDa la fame assalita astretta uenneDi pasturarsi: e come quella; à cuiStauan sempre nel cor gl'intesi pattiDi mai non far al suo compagno offesa;Da molti augelli per gran spatio aſtenneL'adunco artiglio: e tuttauia cercauaDi prender quelli di piu brutto aspetto,Quando dal giogo d'una eccelsa rupeSentì vlular del suo nouo compagnoI non mai piu da lei ueduti figliNell'aspro

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