DE FORESTIERI. 333nuta in molto pregio per l'amenità delluogo, al celebre Giacopo Sannazarò,il quale benche nel principio si dolessedel Rè, parendogli, non essere statodono corrispondente alla servitù sua ditanto tempo, motteggiandolo co'seguen-ti versi:Scribendi studium mihi Federice dedisti,Ingenium ad laudes, dum trahis omnetuas.Ecce suburbanum Rus, & nova praediadonas,Fecisti Vatem, nunc facis Agricolam.Nondimeno invaghitosi poi dell'a-menità del luogo, si tenne contento diquello, e ne cantò le sue lodi, dicendo-Rupis ò Sacrae, Pelagique CustosVilla Nynpharum Domus, & propinquaeDoridis, Regum decus una quondamDeliciaeque.Ed altroveOlieta Piaggia, ò solitaria Valle,O'accolto Monticel, che mi difendiD'ardente Sol, con le tue ombrose spalle.Ofresco, e chiaro rivo, che discendiNel verde prato tra fiorite sponde,E dolce ad ascoltar mormorio rendi, &c.2. Haveva quivi il Sannazzaro unnobile Palagio; che fù poscia distruttoda Filiberto Principe d'Oranges, Ge-nerale di Carlo V. cosa, che gli appor-tò grandissimo dispiacere. In quelle ro-vine egli fondò una Chiesa, e dedicollaal
Druckschrift
Guida de' forestieri, curiosi di vedere, e d'intendere le cose più notabili della regal città di Napoli ...
Seite
333
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten