11..1⛪743
DE FORESTIERI. 327pe, ò Grande, che venendo in Napolinon vadi à godere, e participare di det-te delizie, che possono veramente dirsiRegie.19. Vedonsi dette stanze addobbatedi ornamenti non ordinarj, ma sopra-tutto di dipinture imparegiabili, nonessendovi cosa, che non habbia del ma-gnifico. Frà li moltissimi quadri, chevi si ammirano, uno è il S. Lorenzo ori-ginale di Tiziano, che dalla propriamacchia stà ricavato in grande nell'E-scuriale di Spagna. Un disegno sopracarta del Rubens; ed un'altro del Du-ra, che sono imparegiabili. Otto, òdieci quadri di diversi, e ben grandi configure del Ribera, molti del Massimo,altri del Ciotti, altri del Zingaro: altridi Santafede; altri del Cavalier d'Ar-pino, altri di Spadaro, e d'altri; insomma non v'è, che desiderarvi, in talgenere precisamente di dipintura, a se-gno, che può chiamarsi un Liceo d'huo-mini insigni in dipintura; Mà sopratuttofamoso e il Crocifisso, originale delBuonarota, per cui, dicesi, havesse am-mazzato il facchino, per esprimere lasudetta figura al naturale. Oltre delledipinture, vi sono quattro quadri sopraCastoro ad ago, d'un tal F. Noel Fia-mengo, che sono per così dire, l'invi-dia del più bello di Napoli, in tal ge-nere d'ago.In