DE FORESTIERI. 295quello introdure li soliti essercitii digran pietà, che da loro con tanto frut-to universale sogliono praticarsi. Fù dasì fervorosi, e zelanti Operarj abbraccia-ta l'impresa, per pubblico giovamento;con essercitarsi nel loro sì commenda-bile, e profittevole istituto, con utilitàincredibile del popolo, che frequentavatal Santuario. Ma presto lor venne me-no tanta spirituale fortuna. Perocchè lidetti Padri puntuali osservatori de gliordini del Santissimo lor Fondatore, ri-flettendo alla costituzione, che vieta lo-ro di ritenere più d'un luogo solo perCittà, deliberarono di lasciare questaCasa. Tale risoluzione divulgatasi, sirisvegliò in molti Ordini Regolari ilzelo di subētrare ivi al peso delle Apo-stoliche loro fatiche in prò dell'Antme;e trà gli altri, si offerì per que' santiimpieghi, la Religione della Madre diDio, già fondata in Lucca dal Venerabi-le Servo di Dio P. Gio: Leonardi, ca-rissimo à S. Filippo Neri, e suo Hospitein Roma per molti giorni. Questa invirtù della valida protezione dell'Ec-cellentissima Signora Donna Maria Fe-lice Orsina Duchessa di Gravina, e del-l'affettuosa inchinazione, e favore dedetti PP. dell'Oratorio; forse in riguar-do del singolar amore del loro S. Pa-dre al sudetto P. Gio: fù preferita adogn'altra: onde superate molte, e graviNcon-
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Guida de' forestieri, curiosi di vedere, e d'intendere le cose più notabili della regal città di Napoli ...
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