342 DELL'ENEIDETu de le spoglie d'un mio tanto amicoAdorno oggi di man presumi uscirmi,Sì, che non muoja? Muori. E questo colpoTi dà Pallante, e da Pallante il prendi.A lui per mia vendetta; e per sua vittimaTe, la tua pena, e'l tuo sangue consacro.E ciò dicendo il petto gli trafisse.Allor da mortal gielo il corpo oppresso,Abbandonossi. E l'anima di vitaSdegnosamente fospirando uscìo.The⸸a⛪G. Zocchi in
Defehrt fecit