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2 (1760) (1760)
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329
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LIBRO DUODECIMO. 325Allor le grida alzarsi a cui le rupiDe' monti, e i laghi intorno rispondendo;L'aria, e'l ciel tutto di tumulto empiero.Mentre così fuggìa, Turno gridando,E rampognando i suoi, del proprio nomeCiascun chiamava, e'l suo brando chiedea,Enea da l'altra parte minacciandoA tutti unitamente, ed a qualunqueDi sovvenirlo, e d'appressarlo osasse,Che faria de le genti occisioneSenza pietà, ch'a sacco, a ferro, a focoMetteria la cittade, e'l regno tutto;Si com'era ferito il seguitava.Cinque volte girando il campo tutto,E cinque rigirando, e molte, e molteDi qua, di là correndo, imperversaro:Che non per giuoco, non per lieve acquistoD'onor, ma per l'impero, per lo sangue,Per la vita di Turno era il contrasto.Per sorte in questo loco anticamenteEra a Fauno sacrato un'oleastroD'amare foglie, venerabil legnoA' naviganti, che dal mare uscitiA salvamento, al tronco, a i rami suoi