LIBRO DUODECIMO. 289E d'amara puntura il cor trafitta.Ecco vengono al campo i Regi intanto:Latino il primo, alto in un carro assiso,Che da quattro suoi nitidi corsieriDi gran macchina in guisa era tirato.Ei di dodici raggj il fronte adornoDel sole avo di lui sembianza avea.Turno traean due candidi destrieriCon due suoi dardi in mano agili, e forti,Enea de la romana stirpe autoreCon l'armi sue celesti, e con lo scudo,Che dianzi da le stelle era venutoUſcìo da l'altro canto, e ſeco a pariAscanio il figlio suo, de la gran RomaLa seconda speranza. A mano, a manoIl sacerdote in pura veste involtoAnzi a gli accesi altari il nuovo partoD'una ſetoſa porca: ed una agnellaAncor non tosa al sagrifizio addusse,E volti a l'Oriente, in atto umìleS'inchinar tutti: è vino, e farro, e saleSpar$er d'ambe le parti: ambe col ferroSiccom'era uso a le devote belveSegnar le tempie. Allor il padre EneaTomo Secondo.
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten