LIBRO UNDECIMO. 257Gli seguiro i trojani: e prima AsilaGli assalse, e gli cacciò fin su le porte.Qui fermi, e rincorati: alzan le grida,Volgon le teste: e si rifan lor sopra,Ch'eran lor contra. Così quando questi,E quando quelli or cacciano, or cacciatiTornano; in quella guisa, ch'a vicendaIl mare, or d'alto a riva i flutti increspa,E ne l'ultima arena ondeggia, e spuma;Or da la riva indietro se ne torna,E le stess'onde, e la commossa ghiaraSorbendo, e voltolando si ritragge.Due volte i toſchi i rutoli incalzaroFino a le mura: e i rutoli due volteRisospinsero i toschi. Al terzo assaltoMischiarsi ambe le schiere, e l'un con l'altroVennero a zuffa. Allor le grida, e i mugghjSi sentir de' cadenti: allor si videIl pian tutto di sangue, e tutto d'armi,E d'uomini coverto, e de' cavalliFeriti, e morti. Orsiloco a rincontroDi Remolo trovossi. E non osandoDi star seco a le mani; al suo cavalloTrasse del dardo, e'n su l'orecchio il colse;Tomo Secondo.
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