LIBRO UNDECIMO.De la montagna. E tutto è mio disegno,Che si ceda a' trojani, e ch'amicizia,Accordo, e patti, e lega, e leggi egualiAbbiam con essi. E qui, s'a qui fermarsiSono o da fati, o dal desire indotti,Ferminsi; e i loro alberghi, e le lor muraFondino a lor diletto. E s'altra parteCercano, ed altre genti (se pur ponnoTorsi da noi.) Quando di venti navi,O di piu sovvenir ne gli bisogni,Su la ſteſſa marina apparecchiataE la materia. Essi de' legni il modo,E'l numero diranno, e noi le selve,La maestranza, i ferramenti, e tuttoChe fia lor di mestiero appresteremo.Con questa offerta io manderei de' primiDe la nostra città cento oratoriCo'rami de la pace, col mandatoDi contrattarla, co' preſenti appreſsoD'avorio, e d'oro, e col seggio, e col mantoDel nostro regno. Consultate or voi,Ed a l'afflitte, e mal condotte coseD'aita provedete, e di ſoccorſo.Surse allor Drance quei, che già s'è detto
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