LIBRO NONO.Appressossi a la riva. Onde i trojaniCon impeto maggior, con maggior gridaGli furon sopra. E qual fiero leone,Che da la moltitudine, e da l'armiSi vede oppresso, tra fierezza, e temaTorvamente mirando, si ritira;Chè ne'l valor, ne l'ira gli consenteVolgere il tergo, ne de' cacciatori,Ne di ſpiedi ſpuntar puote il rincontro.Così Turno dubbioso o di ritrarsi,O di spingersi avanti: irato, e lento,Guardingo, e minaccioso sen andava.E due volte avventandosi nel mezzoSi cacciò de' nemici, ed altrettanteGli ruppe, e ſalvo in dietro ſi ritraſſe.Al fine in un drappello insieme accolteLe teucre genti incontro gli ſi fero;E di Saturno non osò la figliaDi piu forza preſtarli. Chè dal cieloGiove a la sua sorella avea mandatoIri a farne richiamo, e minacciarle,Se Turno immantinente da le muraNon uſcìa de' trojani. Or non potendoPiu'l giovine supplire, o con la destraCh'era a ferir gia stanca, o con lo scudo,
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