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2 (1760) (1760)
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82
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82 DELL'ENEIDEUn gran campione. E s'unqua fu meſtieroD'arte, di sperienza, e di prestezza;E questa volta. Or v'accingete a l'opra,Senz'altro indugio. E fu ciò detto a pena,Che divise le veci, e i magisteri,A fondere, a bollire, a martellareChi qua, chi là si diede. Il bronzo, e l'oroCorrono a rivi: s'ammassiccia il ferro:Si raffina l'acciajo: e tempre, e legheIn piu guiſe ſi fan d'ogni metallo.Di sette falde in sette doppj uniteRicotte al foco, e ribattute, e salde,Si forma un saldo, e smisurato scudo,Da poter solo incontro a l'armi tutteStar de' latini. Il fremito del vento,Che ſpira da' gran mantici, e le ſtrida,Che ne' laghi attuffati, e ne l'incudiBattuti fanno i ferri; in un sol tuonoNe l'antro uniti, di tenore in guisaCorriſpondono a' colpi de' ciclopi,Ch'al moto de le braccia or alte, or basse,Con le tenaglie, e co' martelli a tempoFan conserto, armonia, numero, e metro.Mentre in Eolia era a quest'opra intento

210.0.