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2 (1760) (1760)
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DELL'ENEIDE54Fremessi, congiurossi, rassettossiOgnun ne l'arme. I tre gran condottieriMessappo, Ufente, e l'empio de' celestiDispregiator Mezenzio usciro in prima.Accolsero i sussidj: armar gli agresti:Spogliar d'agricoltor le ville, e i campi.In Arpi a Diomede si destinaVenulo imbasciatore. E gli s'impone,Che soccorſo gli chiegga: e che gli eſpongaQuanto ciò de l'Italia, e del suo statoTorni a grand'uopo. Con che gente Enea,Con quale armata v'ha gia posto il piede,E fermo il seggio, e reintegrato il cultoA i suoi vinti penati. Come aspiraA questo regno, e come anco per fato,E per retaggio del dardanio semeLo ſi promette. Che perciò da moltiE gia seguito. E ch'ogni giorno avanza,E di forze, e di nome. Indi soggiungaQuel che'l duce de' teucri in ciò disegni,E che miri, e che tenti (se fortunaGli va seconda) a te via piu ch'a TurnoEsser può manifesto, e ch'a Latino.Queſti andamenti, e queſte trame allora