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2 (1760) (1760)
Entstehung
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DELL'ENEIDE34Di topi in guisa a razzolar la terra,In ogni tempo sì, che d'ogni latoN'usciron d'improvviso, altri con pali,E con forche, e con bronchi aguzzi al foco;Altri con mazze nodorose, e gravi,E tutti con quell'armi, ch'a ciaſcunoFecer l'ira, e la fretta. Era per sorteTirro in quel punto ad una quercia intorno:E per forza di cogni, e di bipenneL'avea tronca, e squarciata: onde affannoso,Di sudor pieno, fieramente ansando,Con la ſteſſa ch'avea ſecure in manoCorſe a le grida, e le maſnade accolſe.L'infernal Dea, ch'a la veletta stavaDi tutto che ſeguìa, veduto il tempoAccommodato al suo pensier malvagio,Tosto nel maggior colmo se ne salseDe la capanna: e con un corno a boccaSonò de l'armi il pastorale accento.La spaventosa voce che n uscìo,Dal tartaro ſpiccoſſi. E pria le ſelveNe tremar tutte. Indi di mano in manoDi Nemo udilla, e di Diana il lago:Udilla de la Nera il bianco fiume,