Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
30
Einzelbild herunterladen
 

DELL'ENEIDE30Sì, che d'ira avvampando, ella il suo voltoRiprese, e rincagnossi. Ed ei ne gli occhjStupido ne rimase, e tremò tutto.Con tanti serpi s'arruffò l'Erinne,Con tanti ne fiſchiò, tale una facciaLe si scoverse. Indi le bieche luciDi foco accesa, la viperea sferzaGli girò sopra: e siccom' era immotoPer lo stupore; ed a piu dire inteso;Lo risospinse. E i suoi detti, e i suoi scherniCosì rabbiosamente improverogli:Or vedrai ben, ſe rimbambita, e ſcemaSono entrata in pensier d'armi, e di stati,Ch'a me non tocchi. E se son vecchia, e folle.Guardami, e riconoscimi, ch'a questoSon dal tartaro uſcita: e guerra e morteMeco ne porto. E ciò detto avventogliTale una face, e con tal fumo un foco,Che fe' tenebre a gli occhj, e fiamme al core.Lo spavento del giovine fu tale;Che rotto il ſonno, di ſudor bagnatoSi trovò per angoſcia il corpo tutto.E stordito sorgendo, arme d'intornoCercossi, armi gridò, d'ira s'accese,