LIBRO SETTIMO.Non fur di sangue a la lor patria avari.Pendean da le pareti, e da' pilastriUn gran numero d'armi, e d'altre spogliePrese in battaglia. A i portici d'intornoCarri, trofei, catene, elmi, e cimieri,E securi, e corazze, e scudi, e lancie,E rostri di navilj, e ferri, e sbarreDi fracassate porte erano affisse.In abito succinto, e con la verga,Che fu poi di Quirino, e con l'ancìleNe la sinistra, esso Re Pico assisoV'era pria cavaliero, e poscia augello:Ch'in augello il cangiò la maga CirceSdegnosa amante: e gli suoi regj fregGli converse in colori, e'l manto in ali.In questo tempio sovra al seggio agiatoDe' suoi maggiori, a se Latino i teucriChiamar ſi fece. E dolcemente in primaCosì parlò: dite trojani amiciA chè venite? Chè venite in luogo,Ch'ha di Troja, e di voi contezza a pieno.Siatevi o per errore, o per tempesta,O per biſogno a queſti liti addotti;Come a gente di mar sovente avviene;
12