N 161non prima, almeno nel tempo in cui Romolo sabbricò Roma,e il Circo Massimo nel luogo assegnatogli dal Rè Tarquinio,come riferisce il Panvino de Circo lib. 1. cap. 9. mentre in essosi correva con Carrette tirate, ò da due Cavalli, come inventòCristene Sicione, qui primus binos equos jugavit, eosque singulosex utraque parte vinculo applicuit, disse Plinio lib. 7. cap. 58. àpure da quattro, come raccontò il medesimo Plinio, aggiunti daErictonio Rè di Atene, rammentato da Virgilio nel terzo dellaGeorgicaPrimus Erictonius currus, & quatuor aususJungere equos, rapidisque rotis insistere victor,E poi Romolo fece vedere questo accompagnamento in Roma,come disse Tertulliano citato dal Panvino nel capo nono deCirco; onde poi si correva da molti, anche Imperatori, riferitidal medesimo Panvino nel capo 12. e perche ciascuno procura-va di vincere, e riportare le acclamazioni delli Spettatori, siusava tal' Istromento, con percuotere li Cavalli nel Corso. Ciòsu accennato da Virgilio, ove scrisse lib. 3. Georg. vers. 103.Nonne vides, cum praecipiti certamine campumCorripuere, ruuntque effusi carcere currus.Cum spes arrectae juvenum exultantiaque hauritCorda pauor pulsans, illi instant verbere torto,Et proni dant lora, volat vi fervidus axis.O pure come disse nel libro quinto dell'Eneidi vers. 144.Non tam praecipites byugo certamine campumCorripuere, ruuntque effusi carcere currus,Nec sic immissis aurigae undantia loraConcussere jugis, pronique in verbera pendent.Ne solamente fù adoperata la frusta per percuotere li Cavalli, maanco per animarli al corso con il solo romore di essa, eccitatonell'Aria. E questo essetto fù accennato dallo stesso Virgilio nelquinto dell'Eneide al verso 577. ove descrisse il commandamentofatto
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