R 156 &c.CXXIV.Indiano in ballo.L Moro qui espresso Cittadino dell'Affrica si vede in atto diballare, e insieme sonare, ò più tosto fare strepito con dueZucche, raggirandole, e sbattendole in varii modi, e perche sogliono essere piene di Sonagli, ò pure di breccie, rendono unostrepito più tosto ingrato, che armonioso, nulladimeno non aven-do quegl'Uomini salvatici cognizione d'Istromento migliore, usa-no ciò, che loro fù suggerito dalla fantasia.CXXV.Donna Braſiliana in ballo.SI dilettano le Donne More, che vivono nel Regno del Bra-sile di ballare, e accompagnare li gesti della persona, conun suono cagionato da un' Istromento fatto dalla Natura.Cresce nell'Indie Occidentali un frutto detto Ahovai, il quale èquasi simile alle Mandole, ed ha una scorza durissima; Della pol-pa di questo, sogliono li Paesani servirsi per uccidere le personeodiate, essendo sostanza piena di umore velenoso. Della scor-za ne fabbricano maniglie, e collane infilzate, con cordoni dibombace ritorta, e le ligano alle braccia, e alle gambe in modoche saltando, e facendo gesti nel ballo, questi frutti si percuo-tono l'un' l'altro, nel modo che in Italia si pongono li Sonaglidi metallo alli piedi delli Cavalli, ò delli Ballarini, e così godono di quel romore cagionato dalle percosse di tal frutto. Fùquesto esposto nella Tavola nona da Michele Ruperto Besleronel suo Gazofilacio delle cose naturali, ove ne scrisse come se-gueFructus Arboris Ahovai dictae mirabiles, uncleus praesentissimum est Venenum, quod indorum incolae in odio conjugali ViriVxoribus infensi, & contra uxores viris indignatae propinare non ve-rentur.
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