N 106 &c.Si suole quest'Istromento sonare con le dita, ricercando con essele corde nel modo che si usa nell'Arpa, e nelle Tiorbe, e in Turchial'usano frequentemente le Donne sedenti sopra cuscini, come qui sirappresenta.LXIVPſalterio diverſo.N' altro modo si usa nel suonare il Salterio, il suono di cui rie-sce non meno suave, percotendosi le corde con due bacchette lunghe circa un palmo, e sottili, nel modo indicato nella siguraposta sotto questo numero, che raperesenta una povera fanciullaTedesca, la quale nel tempo in cui scrivo si vede per le contradedi Roma; onde molti sono allettati ad apprendere l'arte di so-narlo, mentre è ugualmente facile, e dilettevole. Frequente èl'uso di tal' Istromento nella Germania, e fù usato dagl'Antichi,onde appresso Ateneo nel lib. 4. cap. 24. si legge, che un talAlessandro Citerio lo perfezionò, aggingendovi molte corde, e chedivenuto vecchio dedicò questo suo Istromento nel Tempio diDiana Effesina; acciochè ne rimanesse alli Posteri la memoria della di lui Perizia.Immortale rimarra (senza dubbio) la Perizia con cui suonail Salterio il degno Sacerdote, e Cittadino di Città di CastelloD. Florida Ubaldi, il quale essendosi dilettato per qualchetempo di suonare varii Stromenti, poscia applicatosi al suonodel Salterio, in cui aggiunse molte corde sino al numero di29., e sonandolo in forma d'Arpa, fece udire tutte le conso-nanze, che si odono nel Cimbalo, ò si arpeggi con le dita, òsi percuotino le corde con le bacchette. Tal'Istromento non hagrandezza determinata, variandosi secondo il costume del Paese,ò il gusto di chi lo suona. L'ordinario usato in Italia, è lungocirca trè palmi, largo poco meno di due.LXV.
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