84 κ.XXXVII.Corno di Alessandro.Ella Tavola seguente si è espresso un Soldato in atto disuonare un grande Istromento, ed è quello, che il Pa-dre Kircher espose nella sua Fonurgia a cart. 132. e lo nominòCorno di Alessandro, ove così ne scrisse: Alexandrum quoquemagnum certum Cornu habuisse tam intensi soni, ut illo totumExercitum, quantumvis dispersum, convocatum in praesentem sisterit.ac si singulis praesens loqueretur. Eriferi, che trovandosi nella Li-braria Vaticana, lesse a caso un libro manoscritto, il di cui titolo era: Secreta Aristotelis ad Alexandrum Magnum; e che frà lealtre cose in esso registrate, dice aver lette le seguenti parole:Faciebat hoc Cornu adeò vehementem sonum, ut eo exercitum suumad centum stadia (quorum octo unum miliare Italicum conficiunt)dispersum convocare perhibeatur. Aveva questo, come appariscenel sudetto Volume, il diametro di cinque cubiti, e la detta figu-ra si vede nello stesso Volume col titolo: Cornu Alexandri Magni, e facendosi sopra le dovute riflessioni, dice il medesimo,che poteva udirsi in grande lontananza dalle squadre de' Solda-ti, prendendo l'esempio dal suono del corno bovino, con cui liPastori, particolarmente nella Germania, richiamano dal campo lebestie, che pascolano lontano tal volta più d'un miglio.Non essendo espresso nel libro sudetto il modo usato nell'adoperarlo, stimò l'Autore, che fosse sostenuto da trè Aste inmodo, che potesse raggirarsi dal suonatore verso quella parte,che più piaceva, come apparisce in questo disegno.Di tal'Istromento fece anche menzione Olao Vormio nellalettera a Fortunio Liceto sopra il Corno Danico pag. mihi 21.XXXVIII.
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