N 82 &c.medesimo Autore, che se tal Tubo si fabbricasse di grandezzastraordinaria, si potrebbe adoperare sostenuto da trè Aste in mo-do, che facilmente si potrebbe raggirare, come dimostra il di-segno quì posto.Curioso è poi il quesito, che pone nel cap. 3. del libro pri-mo della medesima Fonurgia. Cerca egli se la voce, ò sia ilfiato tenuto chiuso nelli canali, e simili Istrumenti per qualchetempo, datosi poi l'adito, si possa udire dagl'ascoltanti.Fù tal dubbio (dice egli) proposto già da Gio: Battista della Porta, e Cornelio Agrippa, li quali risposero, che così accaderebbe, onde tale risposta fù ricevuta con plauso, e tale opi-nione fù disesa dal Veccherio, da Alesio, ed altri, delli quali meritamente si rise il Kircher, mentre l'esperienza dimostra il con-trario, e la raggione ripugna, poichè essendo il suono un'agi-tazione di Aria cagionata dall'impulso del Suonatore, cessandoquesto cessa l'agitazione, e per conseguenza il suono, e crede-re il contrario, sarebbe lo stesso, che credere potersi con unCrivello portare l'acqua da un luogo in un'altro,XXXVI.Tromba Marina.El tempo in cui scrivo si fa udire per le strade di Romaun suono non usato per l'addietro da alcuno, è cagionatoquesto dal fiato con cui viene animato, come le Trombe, quelIstrumento detto volgarmente Tromba Marina, da altri Trom-ba parlante, perchè usata per lo più in mare, ove da un Va-scello si parla all'altro, benchè distante, mentre la voce di chiparla con essa notabilmente si accresce,Hà questo Istrumento la forma di Cono, nè vi è determi-nata lunghezza, potendosi fabbricare ad arbitrio più, ò menolunga, più ò meno larga. Non sono molti anni, che fù inven-tato tal'Istrumento, e come si riferisce in una lettera Inglese delCavalier Morland pubblicata, e tradotta nelli giornali delli Let-terati di Roma del 1672. fù questo l'inventore, e ne riferì laregola di fabbricarla con dovute proporzioni, siccome gl'usi varidi essa.
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