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Gabinetto armonico pieno d'instrumenti sonori
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60XIX.FlautoL Pastore, che segue, mostra di suonare un'altro Stromentofrà tutti antichissimo, detto dalli Latini Tibia, e in Italiano Flau-to, su detto Tibia poichè la prima volta formato dalle gam-be delle Grui; secondo che scrisse Seneca in Agamennone, rise-rito dal Rosino lib. 5. cap. 11. poi fatta di busso, e secondola relazione di Plinio lib. 16. cap. 36. di canna, e dopo dallistinchi dell'Asino, finalmente di argento, e siccome mutatala materia, così si mutò la forma, e di diversa specie, ciò sicava da Orazio, ove diceTibia non ut nunc oricalcho vincta tubaequeAemula, sed tenuis simplexque foramine parvoAdspirare, & adeße Choris, erat utilis atqueNon dum spißa nimis complere sedilia flatuQuo sanè Populus numerabilis, utpotè parvusEt frugi castusque verecundusque coibat.Nelle quali parole, come notò Rosino indicò, che in quat-tro cose era disserente dall'antica, cioè, che non era circondatadi metallo, secondo che fosse tenue, e sottile, terzo, che fossesemplice, quarto, che avesse buchi ineguali. Notò lo stesso Autore essere molti, e diversi li pareri circa la diversità delli Flauti,poiche alcuni osservarono la lunghezza differente, altri li buchili quali servono per variare il suono, altri la forma. Basterà accennarne alcuni principali, cominciando dal primo, e più semplicetutti, rappresentato dal Pastore, che lo suona, notaremo ridursiquesto a quattro sorti distinte per la lunghezza, e haño lo stesso nu-mero di sette buchi in fila, e uno di sotto, che si regola dal pollicedella mano. Uno rende la voce di contralto, e lungo palmi 2., etrè quarti. Il secondo lungo palmi uno, e mezzo rende la voce disoprano, il terzo lungo palmi 3. la voce di tenore. Il quartoIungo palmi 4, e mezzo, rende la voce di basso; A questi se nepuè