17CAPO IV.Dell'uso degl'Istromenti Musicalinelli Sagrificj, e Festedegl'Antichi.Uanto si usasse dagl'Antichi la Musica, ed il suono nelle Feste,e Sagrifitii, non può negarlo se non chi non ha notizia dell'Istorie. Fù antico precetto Divino fatto alli Sacerdoti Ebreiil celebrarle con tale solennità, come si legge nel decimo delli Nu-meri V. 50. Si quando (disse) habebitis Epulum, & dies festos, &calendas, canetis tubis super holocaustum, & pacificis victimis, ut sintvobis in recordationem Dei vestri: Mà ciò che per motivo di pietà sùinstituito, e voluto santamente da Dio, col decorso del tempo degenerò, e dopo gl'Ebrei li Gentili, ed Idolatri pratticarono con ilvizio, e profanità gl'atti della Religione, ritenendo molte pie usan-ze, ma mescolate col vizio, come avvertì Ovidio,Festa dies Veneremque vocat cantusque morumque; Usoronoperciò non solamente il suono delle Trombe da Dio prescritte, madiversi altri Istromenti accennati da Prudenzio him. 2. Apoth.Haec ait, & varios jubet obmutescere cantusOrgana, Sambucas, Cytharas Calamosque tubasqueStulta superstitio tacuit &c.E Ovidio parlando delle Feste fatte in onore di Giunone 4.Fastor.Protinus inslexo Berecinthia tibia cornuFlabit, & Ideae festa parentis erunt,Ibunt semimares, & inania Tympana tundenAeraque tinnitus aere repulsa dabunt.Lo stesso accadeva nelle Feste di Bacco.Tim-
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