NICOLO436lissima di Roma, e de' suoi ameni colli, che insieme con gli edi-fici, fanno scena e teatro. Tratteneuasi quiui con gli amici fràcuriosi, e dotti discorsi; tornato à casa, senza intermissione,si metteua à dipingere, sino alla metà del giorno, e dopo ri-storato il corpo, dipingeva ancora per alcune hore; e cosìegli operò più con lo studio continuato che altro pittore conla pratica. La sera vsciua di nuouo, e passeggiaua sotto ilmonte stesso, nella piazza, alla freguenza de'forastieri, chevi sogliono concorrere. Era egli quiui sempre circondato dasuoi famigliari, che lo seguitauano, onde quelli, che per la fa-ma desiderauano di vederlo, e di trattarlo amicheuolmentelo trouauano quiui, ammettendo egli ciascuno huomo da be-ne alla sua consuetudine. Vdiua volentieri gli altri, ma poigrauissimi erano li suoi discorsi, e riceuuti con attentione.parlaua bene spesso dell'arte, e con tanta euidenza delle cose,che non meno li Pittori, che gli altri huomini ingegnosi veni-uano per vdire dalla sua bocca li più belli sensi della pittura,che non à studio d'insegnare, ma nelle occorrenze proferiua.Hauendo egli molto letto, ed osseruato, non accadeua cosaalcuna nel parlare, alla quale non hauesse sodisfatto, & erano le sue parole, e li suoi concetti così proprij, & ordinati,che non all'improuiso, ma con istudio pareuano meditati.Della qual cosa erano cagione il suo buon genio, e la varia let-tura, non dico delle historie, delle sauole, e delle eruditioni so-le, nelle quali preualeua, ma delle altre arti liberali, e dellafilosofia. Al quale effetto gli seruiua la reminiscenza dellalingua latina, benche imperfettamente, e sapeua così bene l'Italiana, come se fosse nell'Italia nato. Era perspicace nell'in-tendere, scelto nell'eleggere, ritentiuo nel conseruare à men-te, che sono li più desiderabili doni dell'ingegno. Argomento del suo sapere sono le figure che egli disegnò nel trattatodella pittura di Leonardo da Vinci stampato co' suoi disegniin Parigi l'anno 1651. Diceua che la pittura, e la scolturaerano vn'arte sola d'imitatione, dipendenti dal disegno, nonin altro differenti che nel modo; benche la prima per la fintaapparenza più artificiosa. E ben lo diede à vedere nelle statuede
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