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1 (1672)
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412
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NICOLO412de anch'egli à modellare, & à fare di rilieuo, e giouò molteà Francesco nello incaminarsi alla bellezza, e proportione del-le statue, misurandole insieme, come si vede quella d'Antinoo.Fecero ancora studio sopra il Giuoco de gli Amori di Titianonel Giardino Ludouisi, che hora si troua in Ispagna; li qualiAmori essendo di ammirabile bellezza, Nicolò non solo co-piauali in pittura, ma insieme col compagno li modellaua dicreta in bassi rilieui, onde si acquistò vna bella maniera di for-mare li putti teneri, de' quali si sono veduti alcuni scherzi, ebaccanali à guazzo, & ad olio di sua mano fatti in quel tem-po. Mà così grande in quella età, era in Nicolò la brama d'im-parare che sin le feste suiato da compagni à spasso, & à giuo-care, il più delle volte, quando poteua, li lasciaua, e se nefuggiua solo a disegnare in Campidoglio, e per li giardini diRoma. Nè vsò egli questi studij soli con l'imitatione de gliottimi esempij, ma applicossi alla geometria, & alla prospet-tiua, ouero ottica così nella positione, e diminutione de glioggetti, come nelle ragioni de'lumi, e dell'ombre; al qualestudio gli furono scorta gli scritti del P.F. Matteo ZoccoliniTeatino, che fù maestro del Domenichino in questa scienza, epittore in essa il più eccellente del nostro secolo:li quali scrittisi conseruano nella Bibliotheca del Signor Cardinale FrancescoBarberini, & altri in San Siluestro à Monte Cauallo. Hauen-do egli in Parigi, atteso all'anatomia in vno spedale, ripigliò dinuouo questo studio dal Vesalio, e dopò, con la pratica delLarcheo nobile Chirurgo, esercitandosi sopra cadaueri, eschelatri, ne diuenne ottimamente instrutto. Circa il natura-le frequentaua l'Accademia del Domenichino, che era dottis-sima, e venerò sempre questo sopra ogn'altro maestro del suotempo. Volgeuasi all'hora ciascuno alla fama di Guido Reni,concorrendo li giouini à copiare, e disegnare l'historia diSanto Andrea condotto al martirio dipinta di sua mano inSan Gregorio; frà quelli, che vi erano Italiani, e forastieri, sitrouò solo Pussino à disegnare l'altra di rincontro del Dome-nichino; e seppe così bene essaminare le parti, e le bellezzedi quest'opera mirabile, che gli altri persuasi, & indotti dalsuo