DOMENICO354vn limpido ruscello, non già deriua dall'Alfeo lasciuo, ma cofsuo puro humore à Diana è consacrato. Non lungi sù la con-traria sponda, si solleua vn placido, e diletteuol poggio, die-tro cui fanno scena frondosi rami d'alberi verdeggianti e d'in-contro apronsi amene campagne sparse di collinette, e diverdure, terminando ben lungi la vista, sin doue i monti az-zurri si coloriscono col cielo. In questo luogo raccolte leNinfe seguaci di Diana, non già traggono l'hore in otio, & inamorosi balli, ma intente à vari studi, esercitano le caste mem-bra altre al corso, altre alla lotta, ed altre à nuoto, dopo la cac-cia depongono il sudore, e la polue nel liquido argento, dolceristoro alla fatica. Ma la cura maggiore in questo giorno ènel trar l'arco, e nel ferire al segno, in cima d'alto palo legato vn'vccello; e la gran Dea la sopra il poggio sollecita le sueseguaci co'premi alla vittoria, accompagnandola altre Ninfespettatrici. Dal lato destro in riua all'acque le Vergini arciere ristrette in vn drappello, si volgono agili, e pronte, scalzoil piede, e succinte, chi ignude le braccia, chi l'omero, il pet-to, e le mammelle. Se brami di essere spettatore contemplaDiana stessa: ne temere il gastigo d'Atteone; poiche questo èlibero dono della pittura, che a piacere, replica il diletto al-la vista. Presso la riua dunque mira le Ninfe intente; pieganotre di loro il ginocchio à terra, due altre dietro in piedi stan-no, dato il nome alla sor te nel precedere al giuoco. Ecco làincontro quella paoncella, che và cadendo per l'aria; quellaappunto è il bersaglio, legati hà i piedi; e la saetta, che scorredi sopra, già tronco hà il laccio, e sol rimane il nodo sù la ci-ma del palo, oue legato era l'vccello; ma cade in questo punto& vn'altro calamo di sotto il capo gli trafigge. E facileil riconoscere chi di loro habbia fatto l'vno, e l'altro colpovedi colei, che in piedi, distende ancora vn braccio con l'arcorallentato, e ritira l'altra mano, quella è dessa, che per l'ariahà trafitto l'vccello: ben sembra che hora, sia scoccata la ra-pida saetta: tiene ancor l'occhio à mira, e ritirando con lamano il braccio, ricuopre la guancia, e la bocca, e manifestatutto ignudo il petto, sin doue la veste si annoda sopra il seno
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