342DOMENICOe la fuga ancora segui più presto di quello si era proposto:conciosiache chiamato dal Vicerè, egli colmo di sospetto, sene vsci à piedi fuori la porta della Città, ed intanto allestito ilcauallo, s'inuiò con vn suo giouine il più presto, che potè verso Roma, non hauendo risguardo nè alla stagione pericolosis-sima nel colmo dell'estate, nè di abbandonare la moglie, e l'v-nica sua figliuola; con le proprie sostanze, e lauori, nè ha-uendo finalmente rispetto al disagio della persona sua corpu-lenta, e non atta à reggere alli patimenti, con quasi certo pericolo di hauerui à lasciare la vita. Ben sù'l principio speri-mentò gl'incommodi, mentre frà la paura, e l'ansietà di correre, fù costretto abbandonarsi in terra più volte, e ripigliarfiato; contuttociò mettendo in opera quanto di vigore gli erarestato, caualcando senza interuallo, nello spatio di trè gior-ni, peruenne à Frascati, così di buon hora, che la sera mede-sima commodamente sarebbe potuto entrare in Roma. Ri-coueratosi quiui nella Villa Aldobrandina delitiosissima, e dicielo salubre, vi si fermò ben conosciuto, per hauerui egli di-pinto à fresco la stanza di Apolline; onde auuisatone il Car-dinale Hippolito Aldobrandini, la Domenica mandò à visitar-lo in suo nome, dal suo Segretario Angeloni, col quale tenen-do Domenico amistà grandissima, subito nel suo arriuo, gli ha-ueua scritto vna lettera, contenente in poche righe, la storiadelle sue disauenture, che per essere à proposito, hò volutoregistrare in questo luogo conseruandosi appresso di me l'ori-ginale.Ingratio oltre modo il fauore, che mi fa S. Eminenza insieme con lasua Signora Madre, con farmi gratia della stanza, et vino ne-cessario per la mia bocca. Potrà dire che non mancherò di vedere checosa manca alle pitture della cappella, e quanto sia per fare mi comandi.Dirò, come hauendo così repentinamente in questi tempi, fatto tal risolu-tione, caualcato di notte, e giorno, quasi del continuo per compagniamia altro che sospetti, e disgusti, in tre giorni sono arriuato tanto di buonhora che commodamente poteua giungere à Roma, ma tanto mal trattatoche non pensaua di viver più. L'aiuto di Dio con quello della buona fe-
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