DOMENICO304la vecchiarella diuota, e voltatasi dall'altra parte, riguardò lapittura di Guido, e si partì senza dir nulla. Con questo esem-pio insegnò Annibale in che cosa consista la perfettione delleopere di pittura, e quanto sopra gli altri Domenico preuales-se nell'attione, e ne gli affetti che principalmente debbonoattendersi in quest'arte. Contuttociò veniua egli defraudatodalla gloria che meritaua grandissima, non vi essendo chi ri-guardasse più che tanto opera si degna; perche non solo veni-ua egli posposto à Guido, ma ad altri infelicissimi pittori diquella età. Et se bene poco dopo venne à morire Annibale, &accrescersi il nome, e la scuola de'Carracci, contuttociò pre-ualendo le opinioni, la virtù sua impedita non perueniua àquella fama, alla quale fù poi dal tempo inalzata. Laondeconoscendo Domenico essere vano sperare in Roma impiego,ò premio alcuno, essendo morto Annibale e peruenuto quasi al-l'età di trenta anni, li megliori de' quali haueua speso in istu-diare, era già risoluto di repatriare à Bologna, con animo diprenderui moglie, come haueua prima determinato nell'ani-mo suo buono, e timorato di Dio. Questa risolutione ven-ne nondimeno à differirsi, succedendogli il quadro di San Ge-ronimo della Carità, per lo mezzo di vn Sacerdote suo cono-scente: la quale opera arrestò in Roma la virtù sua, la gloria,e la fortuna.COMMVNIONE DI SAN GIROLAMO.N questo quadro Domenico seguitò il motiuo d'AgostinoCarracci, rappresentando l'attione nella Chiesa di Betle-me; là doue il Santo Padre soleua diuotamente celebrare, edoue nell'vltima età consumato, ed infermo à morte, riceueil Sacramento dell'Eucaristia. Piega le ginocchia sù la predel-la dell'altare, e suelato dal manto, vien sostenta to alle spalle,e l'arte opera gli effetti naturali d'vn corpo estenuato, caden-te, e senza vigore. Stà incontro il Sacerdote tenendo la pa-tena con la particola sacramentale; e queste due sono le prin-cipali figure, à cui tutte hanno relatione, formando due grup-
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