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1 (1672)
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DOMENICO290de gli huomini; perche, come si dice, che al colpo di VulcanoPallade Dea della sapienza vscisse dal capo di Gioue, così ladotta sua Minerua sorse fuori da liberali fatiche aperto l'in-gegno. Chi però hauesse riguardato solamente quella sua lun-ga contemplatione delle cose, facilmente l'hauerebbe giudica-to lento, e senza dono di natura, ma quando poi egli risol-ueua la mente, e l'arte, all'hora guidato per mano dalle Mu-se, ascendeua alla sublimità de'lauri, e di Pernaso. Ben chia-ro argomento lasciò Domenico del suo natural talento con laviua efficacia di esprimere gli affetti, che fù sua propria, destando i moti, e mouendo i sensi; tantoche gli altri Pittori sivantino pure della facilità, della gratia, del colorito, e dell'al-tre lodi della pittura, che à lui toccò la gloria maggiore dilinear gli animi, e di colorir la vita. Nacque egli l'anno 1581.nella Città di Bologna, e'l padre, che con humile mestiereviueua in pouera fortuna, procuraua nondimeno di solleuarela famiglia nella virtù, e nelle honeste discipline. Hauendoperò un figliuolo, che con poco profitto attendeua alla pittu-ra, impiegò Domenico nella grammatica, sperandone vnamegliore riuscita nelle lettere; ma come non è in poter no-stro lo suolgere le deliberationi del cielo, seguitando spesso gliauuenimenti diuersi dall'humano consiglio, Domenico s'infa-stidi subito di quei primi rudimenti, e tirato da forza con-traria, fuggiua le scuole, e se n'andaua à disegnare, ingannandoil padre, il quale, per lo cattiuo esito delli due figliuoli, viue-ua sollecito, e dolente. Prouidde nondimeno il cielo à quan-to non era sufficiente la paterna cura, perche il maggiore fi-gliuolo, che doueua essere pittore, si diede alle lettere, e Do-menico lasciando i libri, attese à dipingere: onde il padrehebbe solamente à condannare se stesso della elettione, e ralle-grarsi insieme della riuscita loro. Succedette dunque Dome-nico al fratello nella pittura, sotto la disciplina di DionisioFiammingo: era questi poco amoreuole al nome de Carracci,sdegnato che li giouini dalla sua trapassassero alla loro scuola,come di Guido, e dell'Albano particolarmente era succeduto.Hauendolo però costui vn giorno trouato à copiare alcuni di-segni