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1 (1672)
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284
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284 FRANCESCOAl Sig. Francesco di Quesnoy.O non sò come spiegare à V. S. il concetto delle mie obligationi per limodelli mandatemi, e per li geſsi delli due putti della Inſcrittione delVanden nella Chiesa dell'Anima; e molto meno sò spiegare le lodì dellaloro bellezza: se li habbia scolpiti più tosto la natura che l'arte èlmarmo ſi ſia intenerito in vita. Sento ſin di quà le lodi della ſlatuadi Santo Andrea discoperta in questo tempo, & io in particolare& in vniuersale con tutta la nostra natione ce ne rallegriamo con lei,partecipando insieme della sua fama. Se io non fossi ritenuto, e dall'etàe dalle podagre, che mi rendono inutile, me ne verrei costà à godere con lavista, & ammirare la perfettione di opera si degna. Spero nondimeno divedere V. S. qui trà noi, e che la Fiandra nostra carissima patria risplen-derà vn giorno per le sue opere illustri; il che vorrei si adempiße auantiche io chiuda le luci de miei giorni, per aprirle alle maraviglie della suamano, la quale bacio cariſsimamente, pregando à V. S. da Dio longa vitae felicità. Di Anuersa li 17. Aprile 1640.Div. S.Affettionatissimo & Obligatissimo SeruitorePietro Paolo Rubens.VI-