MICHELANGELO202dosi Michele in Milano col Padre, che era muratore, s'incon-trò à far le colle ad alcuni Pittori, che dipingeuano à frescoe tirato dalla voglia di vsare i colori, accompagnossi con lo-ro, applicandosi tutto alla pittura. Si auanzò per quattro, òcinque anni, facendo ritratti, e dopo, essendo egli d ingegnotorbido, e contentioso, per alcune discordie, fuggitosene daMilano, giunse in Venetia, oue si compiacque tanto del co-lorito di Giorgione, che se lo propose per iscorta nell'imitatione. Per questo veggonsi l'opere sue prime dolci, schiettee senza quelle ombre, ch'egli vsò poi; e come di tutti li pitto-ri Venetiani eccellenti nel colorito, fù Giorgione il più puroe'l più semplice nel rappresentare con poche tinte le formenaturali, nel modo stesso portossi Michele, quando prima sifissò intento à riguardare la natura. Condottosi à Roma vidimorò senza ricapito, e senza prouedimento, riuscendoglitroppo dispendioso il modello, senza il quale non sapeua di-pingere, nè guadagnando tanto che potesse auanzarsi le spese.siche Michele dalla necessità costretto andò à seruire il Caua-lier Giuseppe d'Arpino, da cui fù applicato à dipínger fiori,e frutti si bene contrafatti, che da lui vennero à frequentarsi àquella ma ggior vaghezza, che tanto hoggi diletta. Dipinsevna caraffa di fiori con le trasparenze dell'acqua, e del vetro,e co'i riflessi della fenestra d'vna camera, sparsi li fiori di fre-schissime rugiade, & altri quadri eccellentemente fece di si-mile imitatione. Ma esercitandosi egli di mala voglia in queste cose, e sentendo gran rammarico di vedersi tolto alle figu-re, incontrò l'occasione di Prospero Pittore di grottesche, etvsci di casa di Giuseppe, per contrastargli la gloria del pen-nello. Datosi perciò egli à colorire, secondo il suo propriogenio, non riguardando punto, anzi spregiando gli eccellen-tissimi marmi de gli Antichi, e le pitture tanto celebri di Ra-faelle, si propose la sola natura per oggetto del suo pennello.Laonde essendogli mostrate le statue più famose di fidia, e diGlicone; accioche vi accommodasse lo studio, non diede altrarisposta, se non che distese la mano verso vna moltitudine dihuomini, accennando che la natura l'haueua à sufficienza pro-ue-
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