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1 (1672)
Entstehung
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ANNIBALE76che bella, in vna pentola, ò in vn'orciuolo, ò in altro ordigno.Con questi inuentaua altri giocosi schersi, quale fù l'orbo, chesedendo canta sù la lira mentre per fianco vn Villanos abbas-sa di furto, e con vna canna traforata gli sugge il vino dallafiasca e nel tempo stesso, che beue alza gli occhi per timo-re ad vn fanciullo, il quale per lo piacere del canto, non s'ac-corge di vn cane, che dietro gli toglie il pane di mano, e'l di-segno fra gli altri conseruo. Non istarò à descriuere le cacciegli horti, e la fornace di Venere con gli Amori, e l'altre fan-tasie, essendomi pur troppo dilungato. Tale era la piaceuolelibera, & humanissima natura di questo Pittore, tanto amicade gli animi semplici, e buoni, che non tralasciaua occasionealcuna di gratificarli, per quanto era il suo potere. Siche nondebbo trascurare vn altra linea della bontà sua; conciosiachevenendogli spesso lettere di Bologna, il Portalettere ricusan-do qualche baiocco del porto, si lasciò intendere che in vecedel pagamento, gli facesse più tosto vn quadretto di sua ma-no, e gli portò la tela: cosa che tutto giorno accade à pitto.ri da certi indiscreti, che per ogni picciolo seruigio, subitomandano la tela à casa, e vogliono l'originale, ò almeno lacopia ritoccata: Basta, conobbe Annibale la semplicità di co-stui, e di buona voglia fecegli vna picciola Madonna, che suelail bambino, in seno à dormire, da me veduta col Lanfranco,che raccontò l'auuenimento, e la gran bontà del maestroFornita la Galeria, e leuato il palco, dipingeua le porte fintein compagnia de'muratori, che faceuano le colle, et altri la-uori; e venuta l'hora del desinare fatte portare le viuande,senza apparecchio in terra, e sedendo sù le traui del palco,mangiamo, disse allegramente compagni; poiche lauoriamo in-sieme. Qui sono richiamato dalla disgratia di Annibale; per-cioche ogni giorno più veniua egli trauagliato dalla malinco-nia, languendo insieme col corpo, è con gli spiriti. Aspettataperò la stagione di primauera, consigliato da medici di mutararia, si trasferì à Napoli, dou'egli procuraua diuertirsi, erallegrare la fantasia; ma fermatosi quiui breue tempo, im-patiente di tornare â Roma, si mise in viaggio nella stagionegià