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1 (1672)
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72
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ANNIBALE72come gli piace, e l'attribuisca à viltà, ouero à grandezza dianimo, potendo parere che egli con tal procedere, venisse adhumiliare se stesso, e la sua fortuna, come l'effetto nel pre-mio della Galeria si vidde manifesto. Ma se faremo rifles-sione all'altre attioni, e detti suoi, riconosceremo in lui vncerto humore proprio di filosofo; poiche in tempo di nottetrouato da birri con vn coltello, si lasciò condurre prigionesenza far parola di esser seruitore del Cardinal Farnese: delche venendo ripreso, rispose che gli pareua mal detto che unhuomo seruisse vn altr'huomo. Al qual proposito riferi-remo ancora, come il Cardinale Scipione Borghese al l'ho-ra nipote del Papa, andò vn giorno à casa sua per visi-tarlo, e fatta l'ambasciata, essendo hormai vicino la porta,per entrar dentro, egli se ne vscì fuori da vna porticella, enon volle trouarsi presente, lasciando la cura à suoi scolari.Seguì ciò nel tempo del mal suo, per la premura, che haueual'ottimo Pontefice Paolo V. che egli si risanasse; perche in-formato del suo valore, voleua seruirsene nell'opere di pit-tura; ma pareua che Annibale mal trattato sdegnasse la sortede' grandi, e si humiliasse in odio della fortuna. Egli è da lo-darsi l'essempio de gli antichi pittori Zeusi, Parrasio, Apelle,e frà moderni, l'honore di Rafaelle, e di Titiano, per nondire vltimamente la splendidezza del Rubens, e dal Van-Dych,mentre essi con la famigliarità de'Regi, e de' grandi apporta-rono estimatione, ed vtilità alla pittura, inalzandola di nuo-uo al più honorato pregio dell'arti liberali, e facendola ogetto della beneficenza. Non è tuttauia commendabile, chevn pittore, ò vno scultore viua troppo intento frà le corti,e faccia il Cortigiano astutamente, come si riconosce in al-cuni, che non sodisfacendo all'arte, si preuagliono dellagratia de' Principi, e del rumore del vulgo, che al fine vienmeno. Ma si come Annibale era di questi sensi liberi, così vsa-ua libere parole, e li puri vocaboli della ſua patria, non man-cando à lui nè destrezza, nè consiglio molto graue, e con su-bita grauità rendeua attento ciascuno; si cambiaua in piaceuolezze, e muoueua spesso à riso. Onde se bene naturalmen-te,