CANTO DECIMONONO.V.Vienne in disparte pur, tu che omicidaSei de' giganti solo e degli eroi:L'uccisor delle femmine ti sfida.Così gli dice: indi si volge ai suoi,E fa ritrargli dall'offesa, e grida:Cessate pur di molestarlo or voi:Ch'è proprio mio più che comun nemicoQuesti, ed a lui mi stringe obbligo antico.VLOr discendine giù solo, o seguítoCome più vuoi (ripiglia il fier CircassoVà in frequentato loco, od in romíto,Chè per dubbio, o svantaggio io non ti lasso.Sì fatto ed accettato il fero invito,Muovon concordi alla gran lite il passo.L'odio in un gli accompagna, e fa il rancoreL'un nemico dell'altro or difensore.VII.Grande è il zelo d'onor, grande il desireChe Tancredi del sangue ha del Pagano;Nè la sete ammorzar crede dell'ire,Se n esce stilla fuor per altrui mano.E con lo scudo il copre, e: non ferire,Grida a quanti rincontra anco lontano:Si che salvo il nemico infra gli amiciTragge dall'arme irate e vincitrici.i
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