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T. 2 (1771)
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166
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166 LA GERUSALEMMELVI.Rimanti in pace; i' vado: a te non liceMeco venir; chi mi conduce il vieta.Rimanti, o va per altra via felice,E come saggia i tuoi consiglj acqueta.Ella, mentre il guerrier così le dice,Non trova loco torbida inquieta:Già buona pezza in dispettosa fronteTorva il riguarda, alfin prorompe all'onte.LVII.Nè te Sofia produsse, e non sei natoDell'Azzio sangue tu: te l'onda insanaDel mar produsse, e 'l Caucaso gelato,E le mamme allattar di tigre Ircana.Che dissimulo io più? l'uomo spietatoPur un segno non diè di mente umana.Forse cambiò color? forse al mio duoloBagnò almen gli occhj, o sparse un sospir solo?LVIII.Quali cose tralascio, e quai ridico?S'offre per mio: mi fugge, e m' abbandona.Quasi buon vincitor, di reo nemicoOblia le offese, e i falli aspri perdona.Odi come consiglia, odi il pudicoSenocrate d'Amor come ragiona.O Cielo, o Dei, perchè soffrir questi emp-Fulminar poi le torri, e i vostri tempj!