114 LA GERUSALEMMELVI.Che fu, com'ella disegnò, credutoPer opra del Buglion Rinaldo ucciso:Benchè alfine il sospetto, a torto avuto,Del ver si dileguasse al primo avviso.Cotal d'Armida l'artificio astutoPrimieramente fu qual io diviso.Or udirete ancor come seguissePoscia Rinaldo, e quel ch'indi avvenisse.LVII.Qual cauta cacciatrice Armida aspettaRinaldo al varco: ei sull'Oronte giunge;Ove un rio si dirama, e, un'isolettaFormando, tosto a lui si ricongiunge:E in su la riva una colonna erettaVede, e un picciol battello indi non lunge.Fissa egli tosto gli occhj al bel lavoroDel bianco marmo, e legge in lettre d'oro:LVIII.O chiunque tu sia, che voglia o casoPeregrinando adduce a queste sponde;Maraviglia maggior l'orto o l'occasoNon ha di ciò che l'isoletta asconde.Passa, se vuoi vederla: è persuasoTosto l'incauto a girne oltra quell' onde.E perchè mal capace era la barca,Gli scudieri abbandona, ed ei sol varca.
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