100 LA GERUSALEMMEXIV.A lui sol di troncar non fia disdettoIl bosco che ha gl'incanti in sua difesa:E da lui il campo tuo che, per difettoDi gente, inabil sembra a tanta impresa,E par che sia di ritirarsi astretto,Prenderà maggior forza a nova impresa.E i rinforzati muri, e d'OrienteSupererà l'esercito possente.XV.Tacque; e 'l Buglion rispose: o quanto gratoFora a me che tornasse il cavaliero!Voi, che vedete ogni pensier celato,Sapete s'amo lui, se dico il vero.Ma dì, con quai proposte, od in qual latoSi deve a lui mandarne il messaggiero?Vuoi ch'io preghi, o comandi? E come questoAtto sarà legittimo ed onesto?XVI.Allor ripigliò l'altro: il Rege eterno,Che te di tante somme grazie onora,Vuol che da quegli, onde ti diè il governo,Tu sia onorato e riverito ancora.Però non chieder tu (nè senza schernoForse del sommo imperio il chieder fora)Ma richiesto concedi, ed al perdonoScendi degli altrui preghi al primo suono.
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