72 LA GERUSALEMMEXIV.Onde qui caldo avrem qual l'hanno appenaGli aduſti Naſamoni o i Garamanti.Pur a noi fia men grave in Città pienaD'acque, e d'ombre sì fresche, e d'agj tanti.Ma i Franchi, in terra asciutta e non amena,Già non saranlo a tollerar bastanti:E pria domi dal Ciel, agevolmenteFian poi sconfitti dall'Egizia gente.XV.Tu vincerai ſedendo, e la fortunaNon credo io che tentar più ti convegna.Ma se 'l Circasso altier, che posa alcunaNon vuole, e benchè onesta anco la sdegna,T'affretta, come suole, e t importuna;Trova modo pur tu ch'a freno il tegna:Chè molto non andrà che 'l Cielo amicoA te pace darà, guerra al nemico.XVI.Or questo udendo, il Re ben s' assicura,Sì che non teme le nemiche posse.Già riparate in parte avea le muraChe de montoni l'impeto percosse.Con tutto ciò non rallentò la curaDi ristorarle ove sian rotte o smosse.Le turbe tutte, e cittadine e serve,S' impiegan qui: l'opra continua ferve
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