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T. 2 (1771)
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69
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CANTO DECIMOTERZO.69Così credeasi; ed abitante alcunoDal fero bosco mai ramo non svelse:Ma i Franchi il violar; perch' ei sol unoSomministrava lor machine eccelse.Or qui sen venne il Mago, e l'opportunoAlto silenzio della notte scelse:Della notte che prossima successe,E suo cerchio formovvi, e i segni impresse.VI.E scinto, e nudo un piè, nel cerchio accolto,Mormorò potentissime parole.Girò tre volte all'Oriente il volto,Tre volte ai regni ove dechina il Sole;E tre scosse la verga, ond'uom sepoltoTrar della tomba e dargli moto suole;E tre col piede scalzo il suol perçosse;Poi con terribil grido il parlar mosse:VII.Udite, udite, o voi che dalle stellePrecipitar giù i folgori tonanti:Si, voi che le tempeste e le. procelleMovete, abitator dell'aria erranti;Come voi ch'alle inique anime felleMinistri sete degli eterni pianti:Cittadini d'Averno, or qui v' invoco,E te, Signor de' regni empj del foco.E iij